Family Day
Dalla lettera di Vortexmind alla sua ecclesia virtuale. Carissimi confratelli, avrei voluto evitare di dare ulteriore risalto a questa legittima manifestazione, ma non posso trattenermi dallo sparare le mie quattro cazzatelle sulla questione. Per uno spunto più sistematico e approfondito, leggete qui. Bene, se siete arrivati qui significa che preferite invece l’approccio Vortexmindiano (relativistico, ovviamente) alla faccenda. Io credo che al Family Day possano (e ci mancherebbe!) partecipare liberamente tutti, compresi i vescovi. Fosse per me, se Ratzinger volesse, potrebbe anche andare a fare freni a mano e leve con la batmobile corazzata anti-sommossa. Perchè mai impedire a qualcuno di manifestare la propria legittima opinione?
Che poi io possa, altrettanto liberamente, sostenere la totale deficienza e becera ignoranza che rifulge da certe posizioni (soprattutto della CEI) è altrettanto sacrosanto e giusto. E se per questo mi devo beccare del terrorista … amen, l’importante è che mi sia permesso di dire la mia opinione. Ma andiamo con ordine.
Per discutere più concretamente, leggiamo il manifesto del Family Day, reperibile sul sito della manifestazione.
La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale
Su questo, nulla da eccepire. Non sono un sociologo ma non penso di sbagliare dicendo che, storicamente, la famiglia (intesa come una “piccola società nella società”, perchè la definizione più specifica non è univocamente accettata da tutti gli studiosi) abbia e ha tutt’oggi un peso fondamentale nella società.
Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa.
Questo ovviamente se lo sono inventati loro. Basti pensare a tutti coloro che sono cresciuti e maturati serenamente in “impianti familiari” ben diversi da quello tratteggiato qui, e che sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente.
La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica. Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosapubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale. Non a caso i più importanti documenti sui diritti umani qualificano la famiglia come “nucleo fondamentale della società e dello Stato”.
Tralasciando le parti che ho evidenziato in grassetto (e che mi trovano pienamente concorde), il resto è la solita forzatura, sembra quasi dettata da Bagnasco con la schiuma alla bocca “scrivi UOMO e DONNA! Scrivi che bisogna procreare!“. Si parla poi della crisi dell’istituzione nell’Occidente:
…Nel loro disagio (N.d.R. dei giovani) leggiamo una forte nostalgia di famiglia. Senza un legame stabile di un padre e di una madre, senza un’esperienza di rapporti fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un’identità personale e maturare un progetto di vita aperto alla solidarietà e all’attenzione verso i più deboli e gli anziani. Aiutiamo i giovani a fare famiglia
Che un giovane desideri avere figure di riferimento (siano esse il padre e la madre, il genitore adottivo, la zia, la nonna, l’insegnante, Marylin Manson…) mi pare ovvio. Che la famiglia uomo-donna sia l’unico tramite che elimina le difficoltà di …elaborare un’identità personale e maturare un progetto di vita aperto alla solidarietà e all’attenzione verso i più deboli e gli anziani… lascio a voi valutare. Mi vengono in mente tutti i fatti di cronaca cui siamo abituati: si sottolinea sempre “erano giovani normali, di buona famiglia” come se la maggioranza della gente non credesse nemmeno lontanamente possibile che una famiglia normale possa generare l’orrore e il degrado.
A partire da queste premesse antropologiche
Le “premesse antropologiche” quali sarebbero? Mescolare qualche vaga nozione di sociologia con i loro preconcetti bigotti sulla definizione di nucleo familiare?
Chiediamo al Parlamento di attivare - da subito - un progetto organico e incisivo di politiche sociali in favore della famiglia
Chiudendo un occhio sulle castronerie evidenziate in precedenza, se lo scopo della manifestazione fosse questo sarei in testa al corteo.
L’emergere di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerato, ma auspichiamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri
Ecco che riattaccano con la solita menata …
…Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente (N.d.r. ma dove) hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale.
Inaccettabili! Se loro non vedono oltre i salami interi che hanno infilzati negli occhi, allora che nessun’altro abbia la facoltà di vederci!
Come cittadini di questo Paese avvertiamo il dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale.
E si ritorna al punto dolente. Questa frase sarebbe pienamente condivisibile, se la definizione di famiglia intesa fosse quella sociologica, non di certo quella della pubblicità del Mulino Bianco.
Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia.
… in favore della famiglia che piace a voi
Ieri sera poi ho visto una parte di AnnoZero. Tra gli ospiti c’era la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni (a proposito, vuoi sposarmi?
), e ad un certo punto si è messa a contrapporre la situazione italiana (totalmente carente dal punto di vista delle tutele alla famiglia) a quella francese (riporto un’articolo assolutamente non di parte
al riguardo, anche se datato).
Ebbene, la tanto incensata Francia del sostegno alle famiglie e dell’incremento del tasso di natalità (uno dei più alti europei), è la stessa Francia che nel 1999 (XX Secolo) ha approvato i PACS. I PACS. Che poi ci sarebbe da vergognarsi al solo pensiero di mettere a confronto i PACS con la pagliacciata dei DICO.
Ho volutamente evitato di parlare, poi, di tutti gli integralisti che pensano (riguardo agli omosessuali) che essere gay sia un’infezione batterica, che sono immorali, sub-umani o quant’altro. A questi consiglio di andare a parlare con i loro simili.
Concludo, prima che vi stracciate definitivamente le palle di leggere. Io penso che il problema vada ben al di là della questione DICO SI-NO. In Italia purtroppo i problemi sono ben più gravi, ed è indubbio che occorra intervenire al più presto per sostenere le famiglie (intese come nuclei sociali eterogenei deputati all’educazione e al sostegno dei loro appartenenti). Per questo sarebbe utile che i politici smettessero di sciacquarsi la bocca con banalità (perdendo tempo a rincorrere le loro 12 amanti) e cominciassero a fare proposte concrete per sostenerla CONCRETAMENTE, questa benedetta famiglia. Allo stesso tempo, che si faccia una proposta seria per tutelare le unioni di fatto che esistono e in quanto tali vanno regolamentate e riconosciute pubblicamente. Ai catto-integralisti (che fortunatamente non sono la totalità dei credenti) una bella pernacchia, tanto non si può pretendere di poter discutere con un sasso!





Keyser Soze said
Maggio 11 2007 @ 3:53 pm
Io sono un catto-non-integralista (almeno spero) e sono pienamente d’accordo con una parte delle cose che hai detto (ero indeciso se dire “pienamente d’accordo con una parte” o “in parte d’accordo con tutto”, ma tant’è…).
In particolare sono d’accordo che alle coppie di fatto (intendo sia etero che omosessuali) vadano riconosciuti diritti, in particolare, secondo me, economici, lavorativi, pensionistici, etc (naturalmente nei modi giusti e con i controlli giusti). Il rischio, a mio modo di vedere, si ha quando vengono richiesti altri tipi di diritto (in particolare quello dell’adozione) che ritengo delicati e attribuibili solo a chi, tramite il matrimonio (civile o religioso), si sia preso l’impegno di impostare una vita intera (in teoria) insieme.
Bye
Tommaso Farina said
Maggio 11 2007 @ 5:28 pm
Ciao. Anche se le mie idee talvolta divergono dalle tue, il tuo blog mi sembra molto divertente e ricco di spunti arguti. Mi fa piacere che tu sappia bloggare su certi argomenti (come quello che sto commentando) senza virare verso l’invettiva, e nel contempo metter dentro siparietti più leggeri, come l’angolo della gnocca. Uno dei pochi blog interessanti scoperti recentemente.
Vortexmind said
Maggio 12 2007 @ 11:24 am
Troppi complimenti
The Juan said
Maggio 12 2007 @ 5:26 pm
Ma si scriviamolo pure qui: oggi a Bruxelles c’è una gay parade.
Incredibili coincidenze.
bart1 said
Maggio 13 2007 @ 6:44 pm
carissimo pseudoapostolo virtuale,
questo tuo intendere la famiglia privandola della sua caratteristica essenziale è totalmente arbitrario.
non so wikipedia ma la costituzione e il demauro non concordano con questo arbitrio.
infatti il legame di parentela reso possibile dall’apertura alla procreazione è quanto la distingue ad esempio da un circolo di amici, ed è la presenza di questo elemento oggettivo che rende possibile la sua tutela giuridica.
difatti l’amicizia, benché sia certamente un valore positivo, non riceve altrettanta tutela.
la convivenza non è quindi sovrapponibile alla famiglia, e pertanto non è meritevole di tutela.
bart1 said
Maggio 13 2007 @ 6:48 pm
dicamo meglio, di analoga tutela.
Vortexmind said
Maggio 13 2007 @ 8:18 pm
Mettiamola così: un aggressione non è quindi sovrapponibile ad un omicidio, e pertanto non è meritevole di essere sanzionata penalmente
In quanto all’essere analogo, un patto di convivenza è necessariamente diverso da un legame di famiglia per cui non vedo come si possano mettere sullo stesso piano le misure previste dallo status quo (famiglia) e dal ddl aggiuntivo proposto (convivenze).
mstatus said
Maggio 13 2007 @ 10:49 pm
un patto di convivenza è necessariamente diverso da un legame di famiglia per cui non vedo come si possano mettere sullo stesso piano le misure previste dallo status quo (famiglia) e dal ddl aggiuntivo proposto (convivenze).
Infatti, nessuno parla di “famiglia” come inteso dall’art.29 della costituzione, ma solo di regolamentare le convivenze evitando discriminazioni, con apposito patto/contratto.
E non ho capito perchè sia scoppiato tutto questo putiferio.
Davide@work said
Maggio 14 2007 @ 12:51 am
“Fosse per me, se Ratzinger volesse, potrebbe anche andare a fare freni a mano e leve con la batmobile corazzata anti-sommossa.
se lo scopo della manifestazione fosse questo sarei in testa al corteo. e io sarei stato al tuo fianco
Evito di riscrivere ciò che ho scritto “di là”. So che mi avete letto perciò non ripeto.
Mettiamola così: un aggressione non è quindi sovrapponibile ad un omicidio, e pertanto non è meritevole di essere sanzionata penalmente
Beh, c’è un abisso fra aggressione ed omicidio sul piano sanzionatorio proprio perché non sono sovrapponibili. L’obiezione di bart non è campata in aria, ma - ripeto - ho già detto la mia “di là”, non voglio infestare anche il tuo blog, vortex
P.S.: la faccina delle faccine, il sgt. Hartmann!
Vortexmind said
Maggio 14 2007 @ 8:07 am
Forse non si è capito il senso della mia analogia. E’proprio quello il punto. Sono sanzionate in modo diverso perchè c’è un abisso tra di esse. Allo stesso modo non si può pensare che le tutele e i doveri di due istituzioni abissalmente diverse siano gli stessi.
The Juan said
Maggio 14 2007 @ 4:02 pm
“Fosse per me, se Ratzinger volesse, potrebbe anche andare a fare freni a mano e leve con la batmobile corazzata anti-sommossa.

Ma che bella immagine.
A me hanno strafracassato i maroni, solo in italia poteva accendersi un dibattito cosi idiota.
E
ancora per i freni a mano di Ratzi.
bart1 said
Maggio 14 2007 @ 8:44 pm
specifico anch’io allora.
una convivenza non può essere considerata una famiglia, e non merita alcuna tutela da un punto di vista pubblico.
infatti alla collettività nulla ne viene se alcuni amici decidono o meno di coabitare.
per questo agevolazioni sull’affitto, reversibilità della pensione ecc non si giustificano.
da un punto di vista privato invece sarebbe legittimo che un convivente (a propria discrezione) disponesse del proprio patrimonio a favore dell’altro o gli riconoscesse il diritto di assistenza medica ecc…
queste cose sono già possibili; esistono dei vincoli a tutela dei parenti (per esempio non posso cedere tutta l’eredità alla domestica) sui quali si può discutere; in ogni caso non è necessaria la nascita di un istituto di diritto pubblico.
inoltre il fatto che i dico riconoscano diritti non a tutte le convivenze, ma solo a quelle di due persone, e pongano limitazioni di parentela all’accesso, mostra l’intento (peraltro discriminatorio) di aprire la strada a un riconoscimento pubblico della coppia (arbitrario) analogamente a quello legittimo che riguarda la famiglia..
Vortexmind said
Maggio 14 2007 @ 8:57 pm
Bene, ora che hai precisato possiamo concludere che abbiamo opinioni diverse, chiudiamola pure qui
fabiana said
Maggio 24 2007 @ 12:40 am
comunque io penso ke voi dalla mattina alla sera nn avete proprio un bel niente da parlare e discutere scrivendo queste puttanate!!!cmq se ho visitato questo sito è solo xkè mi serviva un aiuto xun compito in classe….ma nn servite neppure a questo!

Vortexmind said
Maggio 24 2007 @ 2:23 pm
Cara fabiana, non capisco perchè hai perso il tuo preziosissimo tempo a commentare queste puttanate.
carmine said
Maggio 24 2007 @ 5:45 pm
sei stato linkato…
Vortexmind said
Maggio 24 2007 @ 7:14 pm
Linkato da chi?