Sono fermamente convinto che una seria politica ambientale debba partire dal basso, cioè dai cittadini. E’vero che servono anche regolazioni governative globali (come il protocollo di Kyoto, ad esempio), ma penso sia chiaro che i comportamenti di massa influiscano pesantemente sul cosiddetto footprint che lasciamo sul nostro pianeta. In questo articolo voglio raccogliere informazioni utili per gestire al meglio le risorse casalinghe, uno dei primi luoghi in cui risparmiare è conveniente non solo da un punto di vista ambientale, ma anche da un punto di vista economico.

Impianti e isolamento Termico/Acustico

Progetto abitazioneSia che abitiate in affitto, o in una casa di proprietà, e soprattutto se state progettando una nuova casa, è bene tenere conto dello stato degli impianti di luce,gas e acqua. Un impianto in cattive condizioni può portare a sprechi consistenti, inefficienze e anche possibili rischi. Se, ad esempio, l’impianto elettrico non è moderno, potrebbero esserci tratti dove viene dissipata energia (a causa di resistenze e capacità parassite, ad esempio, indotte dal cattivo stato dell’impianto) andando quindi ad influire direttamente sulla bolletta.

Se si può, è meglio scegliere o progettare un’abitazione con un buon isolamento termico per molti motivi: innanzitutto si risparmia sui costi di riscaldamento in inverno e di raffreddamento in estate. Dal sito dell’ANIT

In una villetta si perde, attraverso il tetto, il 35 ÷ 40% dell’energia fornita dall’impianto di riscaldamento, il 25 ÷ 30% se ne va attraverso le pareti, il 20% attraverso le finestre. In un condominio sono le pareti e le finestre a disperdere quasi il 65% dell’energia.
L’isolamento di tetti, pareti e finestre può dimezzare tali dispersioni di calore e può ridurle anche a un decimo. E’ facile ottenere tutto questo in corso di costruzione o di ristrutturazione.

Inoltre bisogna considerare altri aspetti: generalmente con l’isolamento termico si riesce ad ottenere anche un buon isolamento acustico, e questo vi permette di stare tranquilli in casa senza sentire troppo i rumori all’esterno, e anche di proteggere meglio la vostra privacy! In molti casi inoltre i pannelli isolanti posseggono buone proprietà antincendio.

Solare Fotovoltaico

Impianto FotovoltaicoAvendone la possibilità, è bene considerare l’installazione di pannelli solari fotovoltaici e/o termici per ottenere energia elettrica e acqua calda. Ricordiamoci che l’Italia è un paese dove, specie al sud, l’insolazione è molto elevata durante tutto l’anno. Basti pensare che in Germania (che è più a nord di noi e quindi riceve meno raggi solari all’anno) il fotovoltaico è in continua crescita già da qualche anno!

Un impianto tipico per una famiglia potrebbe essere rappresentato da 8 mq. di pannelli solari da disporsi sul tetto, a un costo di circa 10.000 €. Ovviamente si tratta di un investimento, ma bisogna considerare che è possibile cedere all’Enel l’energia non utilizzata in eccesso (per 20 anni, in conto energia), e che la durata di un tale impianto è di circa 25-30 anni con manutenzione minima (dato che non ci sono parti mobili nell’impianto). Per i risparmi, si possono prendere le tabelle pubblicate dal Ministero dell’Ambiente. A seconda della latitudine infatti i pannelli produrranno più o meno energia:

Milano 1.167 kWh ogni anno
Roma 1.477 kWh ogni anno
Trapani 1.669 kWh ogni anno

Il dato è ottenuto partendo dall’insolazione annuale media nelle rispettive zone, considerando poi un abbattimento del 12.5% causato dall’efficienza dei moduli fotovoltaici e da una perdita dell’85% dovuta al trasferimento dell’energia per uso domestico, ed è riferito ad un impianto di 8mq. (fonte). Potete quindi fare i calcoli confrontando queste cifre indicative con la vostra bolletta.

Avere un impianto fotovoltaico non significa essere sconnessi dalla rete (nel caso che ho descritto, ovvero di un impianto grid connected). Si continua ad utilizzare la rete normale, però si re-immette quella prodotta dal proprio impianto nella rete Enel. Tramite un contatore apposito (che va noleggiato per circa 30 € annui) si è in grado di calcolare la differenza tra produzione e consumo e quindi si ha la bolletta finale scontata. E’possibile anche fare un impianto autonomo e farsi scollegare dalla rete Enel, però in questo caso occorre dotarsi di costosi accumulatori per immagazzinare l’energia nei periodi in cui non viene prodotta dalle celle.

I fattori da considerare sono tanti: tuttavia si calcola un rientro dell’investimento nel giro di 6-12 anni (a seconda dell’insolazione), il resto è guadagno: tenete conto dei probabili rincari delle bollette dell’energia nel futuro, dei risparmi che questo impianto vi consente di ottenere, e dell’inflazione.

Riporto un estratto di questa pagina sul Conto Energia

Il DM 28/07/2005, come modificato dal DM 06/02/2006, ha introdotto l’incentivo in conto energia per gli impianti fotovoltaici. Grazie a questo incentivo, è la stessa impresa territorialmente competente per la distribuzione elettrica che remunera l’energia prodotta e immessa in rete dall’impianto fotovoltaico del cliente idoneo o vincolato. Sono previste delle “tariffe incentivanti” per i kWh prodotti, riconosciute per i 20 anni successivi.
Nella delibera 188/05 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG), come integrata e modificata dalla delibera 40/06, il GRTN è stato individuato quale “soggetto attuatore” ed eroga le tariffe incentivanti.

Per saperne di più vi rimando alla faq del Ministero dell’Ambiente (che spiega anche quali sono gli incentivi statali per questo tipo di impianti: contributi in conto capitale e detrazioni fiscali IRPEF) e alla pagina dedicata sempre sul sito del Ministero.

Solare Termico

Solare Termico

Un’altra possibile forma di sfruttamento dell’energia solare è data dal cosiddetto impianto solare termico. Questo tipo di impianto non necessita di pannelli fotovoltaici, tant’è che se siete “smanettoni” potete anche costruirlo facilmente da soli. Essenzialmente si tratta di avere un assorbitore (una cassa isolata su tutti i lati tranne su quello rivolto verso al sole e contenente una serpentina per far circolare l’acqua) dove l’acqua viene riscaldata e una zona di accumulo dove conservare l’acqua riscaldata (una cisterna isolata ad esempio). La circolazione può essere forzata (con una pompa) oppure naturale (sfruttando lo stesso principio di funzionamento dei termosifoni). Maggiori informazioni qui e qui.

In particolare, dall’ultima pagina che ho linkato, riporto questa sezione (ma vi consiglio di leggere tutta la pagina originale perchè è interessante)

Per valutare la produzione di energia termica si deve partire dalle caratteristiche di insolazione del sito, eventualmente corrette per tener conto di ombreggiamenti nel corso della giornata dovuti a palazzi, alberi o rilievi nelle vicinanze. Indicativamente si possono considerare i valori riportati in tabella, tratti dall’Atlante europeo della radiazione solare e riferiti ad un m2 di superficie esposta a sud con un’inclinazione pari alla latitudine.

Con un rendimento di impianto compreso fra il 30% ed il 35%, valori mediamente accettabili, si ottiene una produzione complessiva annua compresa fra i 450 ed i 730 kWh/m2.

I kWh riportati si riferiscono quindi ai risparmi sul riscaldamento dell’acqua e quindi sui relativi consumi di riscaldamento tradizionale (metano o elettricità a seconda del tipo di caldaia). Si capisce quindi che approntare fotovoltaico e termico in un’unica soluzione, se attentamente studiata, può consentire risparmi notevoli sul medio-lungo termine.

Riscaldamento degli ambienti

Stufa a pelletsPer il riscaldamento, ultimamente sembra che le stufe a pellets siano diventate un ottimo compromesso tra costo di esercizio ed efficienza di riscaldamento. I pellet sono pastiglie di legno compresso ad alta resa calorica, totalmente naturali. Le stufe a pellet sono a regolazione ed alimentazione automatica: si imposta la temperatura e si riempie il serbatoio di pellet e poi fanno tutto da sole. Tuttavia, come negli altri casi descritti sopra, questa tecnologia richiede un investimento iniziale più elevato rispetto alle altre possibilità tradizionali. Il risparmio si ottiene sui costi di esercizio (molto più bassi, soprattutto si riesce ad eliminare l’allacciamento alla rete di gas metano, cosa possibile se pensate al solare termico abbinato ad un riscaldamento non a metano) e un minore impatto ecologico. Unico problema: dato il grande successo di questo tipo di stufe, la domanda di pellets è aumentata vertiginosamente e questo ha portato, sul mercato italiano, a un incremento sensibile del costo dei pellets (un esempio qui e qui e qui). Insomma, qualcuno ha fiutato l’affare e sta cercando la solita speculazione. Fare attenzione!

Elettrodomestici

Etichetta EnergeticaUn fattore non trascurabile quando parliamo di risparmio energetico è quello rappresentato dagli elettrodomestici e dalle apparecchiature che si scelgono da mettere nella propria casa. Molte volte si finisce con l’acquistare quello meno caro, ma si dimentica che gli elettrodomestici hanno consumi variabili e a volte molto differenti tra di loro. Che senso ha spendere poco per un frigorifero che poi però mi consuma per vent’anni il doppio di quanto avrebbe consumato un frigorifero più caro? Ecco quindi che può essere una buona idea comprare (o sostituire i “ferri vecchi“) elettrodomestici a ridotto consumo energetico. Fortunatamente, da un po’di tempo i rivenditori sono obbligati ad esporre le Etichette di Consumo, che indicano i consumi in kWh/annui di ogni apparecchiatura venduta. E’essenziale quindi cercare di acquistare solamente elettrodomestici di fascia A, che sono quelli meno dispendiosi in fase di esercizio.

Parlando di frigoriferi e congelatori, bisogna fare attenzione alle denominazioni A+ e A++, che indicano una migliore capacità di trattenere il freddo (e quindi di una minore necessità di restare accesi per funzionare).

Per fare qualche paragone, ecco i risparmi energetici ottenuti da un dispositivo di fascia A rispetto ad uno di fascia C (preso come riferimento, fonte sito Enel):

  • Lavastoviglie: risparmio -29%
  • Frigo/Congelatori: risparmio -63%
  • Lavatrici: -32%

Per quanto riguarda le caldaie, è necessario controllare il numero di stelle (da 1 a 4). Quelle a quattro stelle hanno il miglior rendimento sia a potenza nominale (massima), che al 30% della potenza nominale. Una volta stabilito questo, conviene puntare sui modelli a premiscelazione oppure a condensazione che offrono quanto di meglio la tecnologia attuale può dare in termini di efficienza, rispetto agli altri modelli. E’fondamentale anche una manutenzione periodica delle canne fumarie e dei bruciatori (anche per motivi di sicurezza).

Update 2 Dicembre: qualche informazione in più sulle caldaie a condensazione. Queste caldaie puntano allo sfruttamento del calore dei fumi ad alta temperatura che normalmente viene scaricato nell’ambiente. Questo rappresenta uno spreco di energia ed un danno ambientale, perchè si va a riscaldare l’atmosfera terrestre. In questo tipo di nuove caldaie (a condensazione) invece si utilizzano delle tecniche per trasmettere questo calore all’acqua (raffreddando i fumi fino alla “temperatura di rugiada“). La tecnica costruttiva differente permette innanzitutto di scegliere caldaie di potenza inferiore (che consumano quindi meno rispetto alla caldaia tradizionale che si va a sostituire). La maggior efficienza poi permette di portare i risparmi complessivi attorno al 30% rispetto alle caldaie tradizionali.

Caldaie a Condensazione

Esiste inoltre una normativa che permette di ottenere incentivi statali per effettuare l’aggiornamento della propria caldaia con un modello di questo tipo.

Consigli generali

In generale, il miglior modo di risparmiare (senza stravolgere la propria casa) è seguire alcuni accorgimenti che in generale dovrebbero essere dettati dal buon senso ma che molto spesso vengono dimenticati. Riporto l’ottima lista di consigli pubblicata su CentroConsumatori, che cita anche cose già scritte ma … repetita iuvant! Inoltre l’ho integrata con altri consigli trovati in rete.

Risparmio energetico in casa
Per ridurre i consumi di energia in ambito domestico occorre prima sapere dove e quanto si consuma. Il seguente specchietto fornisce alcune utili indicazioni a riguardo:

riscaldamento 55%
automobile 31%
acqua (calda) 7%
apparecchi refrigeranti, lavatrice 4%
cucina 2%
illuminazione 1%

Questi dati parlano chiaro: escludendo l’automobile, il 79% dei consumi energetici in ambito domestico è dovuto al riscaldamento.

Di seguito riportiamo alcuni consigli per attuare un effettivo ed efficace risparmio energetico in casa propria.

Riscaldamento

  • Non coprire i caloriferi con tende o rivestimenti
  • Riducendo di 1° C la temperatura nelle stanze si risparmia circa il 6 % di energia
  • Ventilare i locali più volte al giorno creando correnti d’aria: se aprite le finestre non fatelo con la caldaia accesa
  • Provvedere regolarmente alla pulizia e alla manutenzione della caldaia
  • Sfiatare i caloriferi all’inizio della stagione fredda
  • Abbassare le tapparelle nelle ore notturne
  • Installate doppi vetri
  • Tenere chiusa la porta delle stanze non utilizzate

I costi di riscaldamento possono essere ridotti drasticamente anche grazie a un buon isolamento termico della casa. Le caldaie e gli impianti che hanno più di 20 anni dovrebbero essere assolutamente sostituiti, sia perché in genere hanno perso efficienza, sia perché la tecnica della combustione, nel frattempo, ha fatto notevoli passi avanti.

Acqua

  • Quando ci si lava i denti, le mani o si fa la doccia, aprire il rubinetto solo per il tempo necessario a bagnarsi e a sciacquarsi
  • Fare la doccia anziché il bagno
  • Applicare regolatori di flusso sui rubinetti (N.d.Vortex i regolatori di flusso sono semplici dispositivi da applicare ai rubinetti che, miscelando aria al flusso d’acqua, permettono di ottenere notevoli risparmi nei consumi)

Frigorifero, congelatore e lavatrice

  • Scegliere il frigo e il congelatore di dimensioni adeguate all’effettivo fabbisogno familiare
  • Inserire nel frigo e nel congelatore soltanto cibi già freddi
  • Asciugare il bucato preferibilmente all’aria, evitando l’impiego dell‘asciugatrice
  • Utilizzare lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie solo a pieno carico
  • Utilizzare il prelavaggio solo per la biancheria molto sporca
  • Non lavare le stoviglie sotto l’acqua corrente

Cucina

  • Durante la cottura dei cibi coprire pentole e padelle con il coperchio
  • In caso di lunghi tempi di cottura, usare la pentola a pressione
  • Spegnere la piastra elettrica e il forno un po’ prima della fine cottura, allo scopo di sfruttare il calore residuo

Energia elettrica

  • Utilizzare lampadine a basso consumo
  • Quando si abbandona una stanza, spegnere sempre la luce
  • Se non utilizzati per ore, spegnere gli apparecchi elettrici (televisore, radio, macchina del caffè ecc.) con l’interruttore principale, evitando la funzione stand-by (anche la lucina rossa consuma energia)

Nota informativa
Per conoscere esattamente i consumi di energia dei singoli elettrodomestici, una direttiva dell’Unione Europea prescrive che siano muniti di un’etichetta indicante la loro efficienza energetica. In questo modo ciascuno di noi, al momento dell’acquisto, può confrontare direttamente i consumi degli apparecchi con funzioni analoghe e fare quindi una scelta più consapevole.

Il nostro consiglio
Risparmiare energia conviene sempre e comunque, perché fa bene all‘ambiente e anche al portafoglio.

Links

Ecco una lista di risorse e di links per approfondire ancora meglio l’argomento:

Per concludere

Quello che penso dopo aver scritto questo lungo articolo è molto semplice: i modi per risparmiare e per proteggere l’ambiente ci sono. Il problema è molto spesso dato dagli elevati costi iniziali, che non tutti possono permettersi. Tuttavia bisogna anche calcolare che spendendo di più all’inizio, si finisce poi per spendere molto di meno sul lungo termine, soprattutto in un paese come il nostro che è soggetto costantemente alle fluttuazioni dei mercati energetici. Inoltre non bisogna dimenticare che sono presenti numerosi incentivi ed agevolazioni statali che permettono di ottenere sconti fiscali nel momento in cui ci si attrezza per seguire le normative ambientali.

Non dimenticate inoltre che non sono mai soldi buttati, specie se la casa è di proprietà, perchè sicuramente si va ad aumentare il valore dell’immobile.

In ogni caso si può fare tanto anche se non si hanno a disposizione somme da investire. Basta essere accorti ed usare il buon senso. Ricordate inoltre che anche la raccolta differenziata è un punto fondamentale per una società che si vuole considerare civile.

Se volete aggiungere informazioni a quanto scritto, o rettificare parti eventualmente errate, vi prego di utilizzare il form dei commenti. Sarò più che felice di ricevere del feedback per quanto ho scritto, considerato il tempo che ho impiegato per raccogliere ed aggregare tutte le informazioni! Se potete aiutarmi a rendere l’articolo migliore e anche a saperne di più su queste cose, fatelo!

Contributi degli utenti

In questa sezione inserirò tutti i contributi ed i suggerimenti che gli utenti mi hanno inviato.

Case Passive

(suggerito da: Mugnaio)

Casa Passiva - Passive HouseIl concetto di casa passiva (passivhaus in tedesco e passive house in inglese) rappresenta un’abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento “convenzionale”, ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi.

Queste case richiedono all’incirca l’85% in meno di energia per il riscaldamento, rispetto ad una casa convenzionale. Per ottenere questo, si fa in modo di bilanciare gli apporti caloriferi con le dispersioni termiche dell’edificio, in modo da mantenere un equilibrio termico che sia confortevole per gli abitanti. Per arrivare all’eliminazione degli impianti convenzionali, bisogna fare in modo che il fabbisogno energetico della casa sia basso (al di sotto dei 15 kWh per mq. all’anno). Questo si ottiene ricorrendo a particolari tecniche di progettazione e con l’ausilio di impianti tra cui i pannelli solari.

Per saperne di più: