Non ce la faccio. Credo di essermi ammalato. Ho una seria dipendenza da blog e non riesco a smettere. Fortuna vuole che, se tutto va bene, fra pochi giorni sarò in vacanza e riuscirò a staccarmi da qui. Nel frattempo, voi vi beccate lo tsunami di post.

In questo voglio parlare della strana serata cinematografica di ieri …

Andiamo con ordine. Vengo interpellato da miki: ha la casa libera e si può guardare un film. Massì. L’ultimo che abbiamo visto (poco tempo fa) è Paura e Delirio a Las Vegas, che non vedevo da tantissimo tempo: non so se avete mai notato che rivedere un film - o rileggere un libro - a distanza di anni dà sempre emozioni nuove, come se si scorgessero particolari che aspettavano solo di essere svelati. Da questo punto di vista, mi viene in mente in particolar modo il libro Cronache Marziane di Ray Bradbury, che mi fu regalato dalla mia maestra quando terminai la frequenza alla scuola elementare. Allora mi sembrava per lo più un bel libro di racconti fiabeschi. L’ho riletto poco tempo fa ed è stato come se mi si fosse aperto un universo completamente nuovo! Ma non divaghiamo!

Ieri sera non avevo grandi pretese: avevo voglia di prendere un filmetto leggero, magari da ridere. Non ho seguito molto le ultime uscite, quindi al videonoleggio non avevo idea di che cosa scegliere. Quello che volevo prendere io non c’era. Allora, mentre scorrevo la lista, il mio occhio è caduto inevitabilmente su Milla Jovicic in tutina aderente. Leggo: “Ultraviolet“. Ambientazione: futuro futuribile con la solita epidemia di sti cazzi che ha contagiato tutti, facendoli diventare una sorta di vampiri, e c’è in ballo la cura che il solito cattivone non vuole mandare in giro… insomma roba già vista, trita e ritrita. Ma l’ho detto, volevo un filmetto leggero, con una gnocca e contorno di ambientazione fantascentifica. Ho detto : “massì” e l’ho preso.

Nel frattempo, arrivando a casa di miki, arriva anche il magno che propone invece di andare a vedere una rassegna cinematografica gratuita in questo posto. Ovviamente non conosceva la pellicola proiettata. Decidiamo che comunque è cosa buona e giusta scozzarsi dal divano, e quindi ci dirigiamo verso il cineforum.

Arriviamo appena in tempo, perchè appena entriamo parte la proiezione. Film giapponese sottotitolato. Dopo qualche minuto mi sembra di riconoscere la mano (ma avrò la conferma della mia intuizione solo a fine film). Premetto una cosa: io sono un semplice fruitore di opere cinematografiche. Non sono uno di quelli che hanno la cultura (o le conoscenze) per dare giudizi tecnici e/o artistici in merito. Mi limito a guardare, e a vedere come reagisce il mio simpatico cervello alla visione.

A snake of JuneIl film non è “il solito film”: la trama parla di una giovane donna sposata che lavora in un centro di igiene mentale, dove fornisce assistenza telefonica a chi chiama. Sembra che la sua vita sia normale, eppure si percepisce da subito un certo disagio, soprattutto nel rapporto con il marito (che sembra quasi autistico, con la sua mania di pulire la casa). A un certo punto la donna riceve una busta contenente delle fotografie di lei mentre si masturba, ed un telefono cellulare … e qui mi fermo perchè non mi va di svelare il resto. Se vi interessa di più, vi dico che il film si chiama A snake of June (aka Rokugatsu no hebi) ed è diretto da Shinya Tsukamoto.

E’tutto in bianco e nero (o in bianco e blu, a voler essere pignoli). Le inquadrature sono fantastiche, molto veloci, e riescono a trasmettere una tensione allucinante. All’inizio è abbastanza difficile capire bene che cosa succede, e credo anche che un pubblico abituato a qualcosa di più “convenzionale” rimanga totalmente spiazzato. Io stesso all’inizio mi sono chiesto più volte “ma che diavolo è sta roba?” eppure ero curioso di sapere come andava a finire, e più andava avanti e più la curiosità aumentava. Secondo me la sua qualità maggiore è dovuta al fatto di mostrare un modo di vedere le cose radicalmente diverso dal nostro. Quando poi alla fine si riescono a mettere assieme tutti i pezzi, e si riesce a cogliere il messaggio che l’autore ha voluto mandare, si può veramente apprezzare la pellicola. Non è certo un film facile, tuttavia.

Uno dei dubbi che mi ha colto subito è questo: a quanto pare (avendo già visto anche l’altro film), o in giappone sono tutti dei maniaci sessuali, oppure hanno una sensibilità sui temi sessuali ben diversa dalla nostra. Nel film ci sono momenti che potrei definire “hard” (sapendo di deludere immediatamente i pornofili che seguono questo blog e che si erano già messi le mani nei pantaloni, specifico che non si tratta di scene particolarmente … osè), e ad un certo punto sembra di vedere le fantasie dell’autore trasposte su pellicola. Ma in fondo, è abbastanza chiaro che è soltanto una metafora. Sono scene che non hanno alcun significato “erotico” nel senso stretto del termine.

Di questo autore mi era già capitato di vedere un’altra pellicola (in condizioni che, beh … tralascio di descrivere … diciamo al termine di una serata passata a festeggiare), a mio avviso ancora più visionaria e non convenzionale, Testuo: the ironman (qui il trailer). Per cui in un certo senso ero già preparato a quello che mi aspettava e sono stato in grado di coglierne più aspetti senza rimanere shockato dalle prime impressioni!

Beh, fatto sta che alla fine, essendo ancora presto, dopo essere stati distrutti a calciobalilla … io e miki (l’altro aveva abbandonato la serata in anticipo, sconfitto dal giapponese furente) abbiamo deciso di guardarci anche Ultraviolet … probabilmente un cinefilo vero ci avrebbe giustiziato immediatamente se avesse scoperto un sacrilegio simile, ma noi non siamo gente che bada a queste sottigliezze! Preparato un bel negroni (la bevanda nazionale di casa miki), abbiamo fatto partire il DVD.

UltravioletPrima di parlare di Ultraviolet vorrei riportare il giudizio che ho trovato su IMDB (oggi) a proposito del film, perchè perfettamente rispondente al vero:

I registered at this site just to tell you how GODAWFUL this movie truly is. About 10 minutes into the movie I started praying for a brain tumor to arrive and kill me. Let me break this down for you…

Ma andiamo nello specifico:

  • Trama: come avevate già immaginato, è banale. Il vero problema di questo film però è che la trama non ha alcun senso logico: praticamente Ultraviolet-Milla non fa altro che massacrare gente a mitragliate, con la spada, con le sue deliziose manine per tutto il film. Credo che il record di morti del film Commando sia stato ampliamente superato. Non si sa perchè la malattia è contagiosissima. Non si sa perchè i malati sono considerati dei reietti, visto che hanno dei superpoteri che gli altri se li sognano. Attorno al becero massacro vi è il nulla più assoluto! Vengono introdotti fugacemente elementi di trama che poi non vengono nemmeno sviluppati: chi sono i cinesi imbecilli (saranno almeno una cinquantina) che si ammazzano TUTTI tra di loro - e non sto scherzando - cercando di colpire Violet? Chi è Garth e che ricerche sta compiendo? Che scopo aveva l’ “attentato fallito” di inizio film? Perchè Violet cambia continuamente colore? Perchè sta morendo e alla fine non muore pur non essendo stata curata? Perchè Violet si esibisce impunemente in mosse che spetterebbero a Bud Spencer o a Chuck Norris (tipo la attaccano da tutti i lati, lei sparisce nel cerchio e poi SMACK! Volano tutti via, morti, con lei in mezzo in posa plastica)? Perchè Violet riesce a far esplodere un elicottero uccidendone i piloti? Queste sono solo le più palesi, le altre le ho già rimosse …
  • fuffa tecnologica: per cercare di rendere interessante il film, sono stati inseriti ammenicoli tecnologici futuristici assolutamente inutili: una carta di credito a forma di braccialetto. I telefonini usa e getta che escono da macchine tipo bancomat. Una cintura con dentro una sfera infuocata miniaturizzata che permette di ignorare la forza di gravità. Pistole e armi che escono dal nulla. Eeeeh??
  • CGI mon amour: per cercare di rendere interessante il film (vedi sopra) è stata usata a piene mani la grafica CGI (di pessima fattura). Il risultato è che le scene di azione sembrano quelle di un videogioco uscito ai tempi di Wolfenstein 3D, e tutto appare IRRIMEDIABILMENTE FINTO. La scena clou (un inseguimento moto-elicottero con la moto che “va” sui palazzi ignorando le leggi di gravità grazie alla pallina superpregio di cui sopra) sembra tratta da GTA:Vice City (e GTA è meglio)
  • Milla Jovicic: è talmente photoshoppata che fa quasi schifo (quasi eh) e sembra un neon umano (o abat-jour vivente, se preferite). Dov’è finito il Quinto Elemento? Dov’è finita Giovanna d’Arco? Per cercare di rendere int … avete capito … all’inizio la nostra eroina viene sottoposta a un accurato controllo da parte delle guardie. Praticamente ci mancava solo le facessero una colonscopia d’urgenza per vedere se aveva le emorroidi…

Insomma … non dovrei lamentarmi: me la sono cercata. Devo dire che mi sono quasi vergognato di aver guardato questi film in questa esatta sequenza. C’è da dire che alla fine è stato divertente perchè io e miki abbiamo commentato ogni singola assurdità di Ultraviolet mentre lo si guardava.

Alla fine lui ha anche provato ad azzardare “beh però c’è da dire che le immagini futuristiche erano … ehmmm … spettacolari“. Probabilmente mi avrebbe strozzato con le sue mani per aver contaminato il suo prezioso lettore DVD con questo abominio, però è stato ineccepibile e cortese come al solito, fino all’ultimo. Sei un amico, miki smiley

P.S. questo post gode di una qualità linguistica e narrativa inferiore a quella usualmente attesa, per via dello stato di rincoglionimento in cui mi trovo dopo una giornata passata davanti al PC. Però se non lo postassi ora prima di uscire, mi sentirei male per tutta la sera (a causa della bloggite acuta) quindi … ecco qui!